Alimentazione Sana: Unione di Corpo, Mente e Spirito

Una corretta alimentazione non è fatta solo di cibo naturale, ma anche di condizioni emotive e spirituali, in linea con ciò che mangiamo. Solo così il cibo può divenire reale nutrimento per l’anima e apportare benessere all’intero organismo.

Il cibo e la cucina sono diventati argomenti sempre più in voga. Interi reparti di librerie ospitano i più svariati manuali e ricettari. Chef ed esperti spopolano in Tv e sulle riviste. Il biologico non è più esclusiva soltanto di negozi o ristoranti di nicchia, ma si trova in vendita anche nei supermercati delle gradi catene. E, infine, i ristoranti già iniziano a essere attenti a intolleranze e scelte alternative; negli autogrill si trova persino il panino vegan.

I componenti non bastano

Carboidrati, proteine, zuccheri, vitamine. Tutti sembrano impazziti nel controllare le etichette per avere ben chiaro che cosa ci offre il cibo. Ma che cosa diamo noi al cibo? Questo ancora pochi se lo domandano. Il rapporto con il cibo è una vera e propria relazione e non deve dunque essere vissuto con passività. Non basta cibarsi con alimenti naturali ed equilibrati.

Altra domanda: come abbiamo preparato il nostro corpo a ricevere quel cibo? Questo, medicine tradizionali come l’Ayurveda l’hanno ben presente da molto tempo. Il cibo può essere sano e indicato per il nostro organismo, ma il nostro fuoco digestivo è in grado di digerirlo? Funziona bene? E il nostro intestino, in che stato è? Una cosa è certa: dobbiamo essere sicuri sia abbastanza pulito per poterlo assimilare.

Un nutrimento per l’anima

Subentrano altri aspetti che l’uomo moderno ha dimenticato, poiché si è fermato alla consapevolezza (ammesso ci sia) del corpo. Ma la mente e lo spirito dove li abbiamo lasciati? Mente e spirito non sono affatto scissi dal corpo. Quando ci nutriamo abbiamo infatti effetti non solo sul corpo, ma anche su aspetti meno visibili.

Il maestro Omraan Mikhael Aivanhov, filosofo e pedagogo bulgaro che ha vissuto a lungo in India diceva che «il pasto è una cerimonia magica, grazie alla quale il nutrimento si deve trasformare in salute, in energia, in amore e in luce».

Ma quanti di noi hanno questa consapevolezza? Basti pensare al modo con il quale frugalmente consumiamo il pranzo: accovacciati su uno sgabello in un locale rumoroso, con la televisione accesa e i telefonini che squillano. Alla sera magari ci godiamo un cena in famiglia parlando dei problemi quotidiani, di questioni finanziarie o guardando servizi cruenti al telegiornale. Sarebbe importante concentrarsi sul cibo e portare la consapevolezza a quel momento magico. Così facendo si accolgono i doni della Natura che sono nati e cresciuti grazie agli elementi, al lavoro e allo sforzo di molte persone.

In primis, la non violenza

Mi sembra superfluo dire che stiamo parlando di un’alimentazione non violenta e quindi vegetariana o vegana. Non violenta non solo nei confronti degli animali, ma come hanno dimostrato molte ricerche, anche nei confronti dell’ambiente, di noi stessi e della società. D’altro canto questi aspetti si ritrovano in quasi tutte le tradizioni spirituali, quelle religiose molte volte si sono adattate alla pigrizia dell’uomo se non a poteri economici.

Il potere del silenzio

Anni fa mi capitò di essere invitato a un pranzo organizzato da un gruppo di persone che seguiva gli insegnamenti del monaco vietnamita Thich Nhat Hanh. Fu un’esperienza bellissima. La tavola era preparata in modo semplice ma con molta armonia e il pasto veniva consumato in silenzio. Un silenzio pieno della gioia e della partecipazione consapevole dei commensali.

Sempre Aivanhov, diceva che «osservare il silenzio durante i pasti non è sufficiente; infatti questo silenzio va riempito con i pensieri e i sentimenti più elevati, perché solo così diventa talmente potente e magico da possedere tutti gli elementi necessari all’alimentazione dei corpi sottili».

A prima vista potrebbero sembrare discorsi lontani dalla nostra quotidianità; ma quante volte abbiamo sperimentato uno stato mentale ottuso dopo un’abbuffata? E allora queste conoscenze si rivelano strumenti importanti ed efficaci per un approccio – sempre più completo – al nutrimento.

Prevenzione, benessere e mantenimento della salute, sono mezzi molto efficaci sui quali dobbiamo fare affidamento a 360° per essere responsabili della nostra salute e per recuperare quel potere individuale che vorrebbero toglierci, riducendoci a semplici corpi, ammassi di carne e ossa, e non a esseri composti anche da un’anima e uno spirito. E d’altro canto non mi sembrano convinzioni new age, poiché lo dichiarava la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della sanità):

«La salute è uno stato di pieno benessere fisico, psichico e sociale».

È perciò sì essenziale avere la consapevolezza di ciò che siamo, ma anche di chi vorremo diventare. E il cibo naturale e non violento è il primo passo per divenire persone migliori e in armonia con l’intero creato.

di Krish Benvenuti

Tratto dalla rivista gratuita del Giardino dei LibriL’Arte di Essere

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