Judith Faulkner: Autostima

“Se dubiti di te stesso allora ti stai davvero muovendo su un terreno infido” ~ Henrik Ibsen

Tutti abbiamo un’idea di come dovremmo essere e un’altra di come siamo veramente. L’autostima è la consapevolezza del divario tra le due. Nelle aree della nostra vita in cui le cose vanno bene il divario non è molto grande e la nostra autostima è alta. Nelle aree in cui le cose non vanno affatto bene, la nostra autostima è molto bassa. Quando si parla di problemi che nascono da una scarsa stima di sé stessi ci riferiamo ad uno stato dove il sentimento dominante, e a volte permanente, è quello del “Non sono bravo/a abbastanza”.

Questo sentimento spesso ha origine nell’infanzia, quando certi eventi, talvolta del tutto insignificanti, o qualcosa detto da qualcuno hanno portato il bambino a credere di non essere abbastanza intelligente, bello, fortunato etc… Il problema è che imparare troppo presto i nostri limiti ci impedisce di crescere al massimo delle nostre potenzialità, o peggio, quando trattiamo noi stessi come persone poco meritevoli, portiamo le altre persone a trattarci nello stesso modo, aggiungendo sempre più al nostro originario senso di indegnità.

Tuttavia, tutto questo è solo un modello comportamentale che abbiamo acquisito e non è mai troppo tardi per sostituirlo con uno migliore. Quindi, cominciamo con il porre fine all’autocritica: o correggiamo quello che non va bene o lo accettiamo così per come è, smettendola di continuare a ripeterci quanto siamo sbagliati.

Lo stesso vale per il criticismo verso le altre persone, se ne vale la pena facciamo ammenda, altrimenti lasciamo andare. Il passo successivo è poi quello di sostituire la vecchia visione di noi stessi con una nuova. Ricerche dimostrano che le stesse aree del cervello diventano attive quando reagiamo a qualcosa che abbiamo visto come quando lo abbiamo solo immaginato. Questa è una notizia meravigliosa, poiché ci consente di dare energia a delle immagini a nostra scelta e a cominciare ad attrarle nella nostra realtà. Atleti professionisti si allenano nella loro mente a vedere se stessi nell’atto di aver vinto, anche prima dell’evento stesso. Noi possiamo fare lo stesso dedicando anche solo cinque minuti, due volte al giorno, alla visualizzazione di noi stessi come persone sicure, contente e fiduciose.

Per aiutarci possiamo creare una vision board con delle belle foto di noi stessi e della vita che vorremmo vivere, e lo posizioniamo nella nostra camera da letto, in modo da poterla vedere come prima cosa al mattino e come ultima la sera. In questo modo quelle immagini verranno impresse nella nostra mente subconscia.

Possiamo anche fare un “Mind Movie” sempre con le nostre foto accompagnate da una musica che vi dia la carica e da personalizzate affermazioni positive. Possiamo scrivere le affermazioni positive al presente, cosicché riflettano quello che desideriamo diventare.

Questi sono solo alcuni suggerimenti su come liberarci dalla nostro auto-imposta prigione. Il potere sta sempre dentro di noi, o come l’antico saggio Hillel disse:

“Se non sono me stesso, chi lo sarà per me? E quando sono me stesso, cosa sono? E se non ora, quando?

Articolo di Judith Faulkner
Insegnante Metodo Louise Hay
Operatore EFT
Reiki Master

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