Louise Hay: Liberare la Rabbia in modo Positivo (Parte 1)

Ognuno, prima o poi, si trova a dover gestire la propria rabbia, che è in sostanza un’emozione onesta; tuttavia, se essa non trova sfogo esternamente, lo farà internamente sviluppando malattie o disturbi di varia natura. Ci arrabbiamo sempre per le stesse cose, come del resto critichiamo sempre le stesse cose; se, in questo stato, riteniamo di non poter sfogare la rabbia, la reprimiamo, fatto questo che origina risentimento, amarezza o depressione.

È dunque importante gestire la propria rabbia quando si manifesta. A questo scopo è estremamente utile affrontarla in maniera positiva parlando apertamente, ad esempio, con la persona che l’ha causata e liberando le nostre emozioni represse: “Sono arrabbiato con te perché……..”.

Quando abbiamo voglia di gridare a qualcuno, significa che a lungo abbiamo accumulato rabbia: spesso ciò avviene perché riteniamo di non poter parlare alla persona in causa. In tal caso è bene parlarle allo specchio.

Cerchiamo una stanza tranquilla, dove non verremo disturbati; poniamoci di fronte allo specchio guardandoci negli occhi: se quest’ultima azione ci risulta difficile, guardiamo la nostra bocca o il nostro naso. È importante guardare noi e/o la persona che pensiamo ci abbia inflitto un torto cercando di ricordare il momento in cui ci siamo infuriati e di lasciare che la rabbia cresca lentamente in noi; a questo punto possiamo iniziare a spiegare all’altro perché siamo infuriati dimostrandogli pienamente il nostro sentimento:

“ Sono arrabbiato con te perché……”.
“ Mi sento ferito perché hai…….. “.
“ Sono spaventato perché….. “.

È bene sfogare i nostri sentimenti, se necessario, anche prendendo a pugni dei cuscini: non dobbiamo aver paura di fare ciò. Abbiamo represso troppo a lungo le emozioni e, inoltre, non c’è nulla di vergognoso o di sbagliato nel comportarsi così: i sentimenti non sono altro che i pensieri in azione, hanno uno scopo e, quando li liberiamo, creano spazio per altre esperienze, più positive.

Una volta esternata la rabbia nei confronti di qualcuno, dobbiamo fare del nostro meglio per perdonare: il perdono è un atto liberatorio, il cui effetto benefico si riflette su di noi. Se non siamo capaci di ciò, la tecnica serve solo ad affermare un’esperienza negativa, non a guarirci. C’è una differenza tra liberare e riciclare le vecchie sensazioni di rabbia. Per essere sicuri di eliminarle totalmente, possiamo ad esempio dire:

Va bene, non ne parliamo più. Non approvo la tua azione, pur sapendo che hai fatto del tuo meglio, con la conoscenza e la comprensione che avevi a quell’epoca. La questione è chiusa. Ti libero, ti lascio andare. Tu e io siamo liberi, ora”.

In tal modo possiamo operare su uno o più episodi che ci hanno turbati; la scelta sta solo in noi.

Continua a leggere la seconda parte.

Tratto dal libro di Louise Hay “Il Potere è in Te

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