Non Porre Limiti alle Tue Richieste

C’è una storiella in cui si racconta di un uomo che, appena morto, è accompagnato da San Pietro in una visita guidata all’intero Paradiso. A un certo punto, essi giungono in un luogo che San Pietro definisce come “la discarica celeste”.

«Qui» spiega San Pietro «troverai tutti i doni del Paradiso che la gente ha rifiutato sulla Terra».

«Ma è impossibile!» esclama il nuovo arrivato.

«Alcune di queste cose sono bellissime. Guarda quella Ferrari laggiù. Chi mai potrebbe averla rifiutata?».

«Beh, è curioso che tu mi abbia chiesto proprio di quell’auto» risponde San Pietro «perché si dà il caso che la persona che ha rifiutato quella Ferrari sia proprio tu».

«È impossibile!» protesta l’uomo. «Non avrei mai rifiutato un regalo così bello».

«Sta di fatto che sei stato tu a rifiutarla. Vedi, la Ferrari era già pronta e aspettava solo di esserti consegnata. Ma ogni volta che pregavi per avere un’automobile, tu continuavi a visualizzare una piccola Fiat Cinquecento».

Ho letto molti libri che insegnano come concretizzare le proprie idee; quasi tutti sottolineano l’importanza di visualizzare chiaramente l’esatta descrizione, completa nella forma e nella misura, di ciò che si desidera. Vuoi un’automobile? Visualizzane il modello esatto, il colore, la forma; immaginala nel tuo garage, forse addirittura con la chiave nel quadro.

La morale della storiella precedente, però, è che non possiamo conoscere a priori tutte le possibilità che la vita ha in serbo per noi. Se chiediamo una specifica opportunità, rischiamo inavvertitamente di non notarne un’altra.

Abbiamo già descritto il denaro come un flusso di energia. Un flusso di qualunque tipo è incompatibile con la rigidità, sia essa della mente o del comportamento. Il pensiero dogmatico è un pensiero fragile: le idee preconcette su come dovrebbero funzionare le cose ci possono servire finché tutto procede secondo linee prevedibili, ma ci tradiscono quando ci troviamo di fronte a nuove sfide. Uno sciatore cadrà se, avendo già preso la ferrea decisione di girare a sinistra, si trova improvvisamente costretto a girare a destra.

In un flusso di energia non si pensa a punti fermi e statici. Si pensa al movimento continuo, al di là di ciò che è conosciuto e visibile, verso lo sconosciuto e l’invisibile. Non si pensa a traguardi fissi, ma a un continuo progresso, a una progressiva espansione verso mete che si perdono nell’infinito.

Nella mia vita ho dovuto spesso mettere in pratica questo principio. Raramente ho trovato utile pensare in modo troppo specifico a un oggetto che desideravo. Quello che visualizzavo, piuttosto, era la direzione nella quale dovevo muovermi. La chiarezza era indubbiamente necessaria, ma era anche indispensabile che io non la incatenassi con vincoli troppo materiali.

Se avessi voluto una macchina, dunque, quello che avrei fatto – e che ho fatto – sarebbe stato visualizzare chiaramente il servizio che mi avrebbe fornito, invece del modello specifico che desideravo.

I principi dei quali stiamo parlando, infatti, sono immateriali: la materia in sé è solo energia e l’energia, in realtà, è solo una manifestazione della coscienza.

È capitato a volte che avessi bisogno di una somma di denaro specifica. In quei casi, ovviamente, ho visualizzato l’esatto importo necessario. Anche allora, tuttavia, non ho immaginato il denaro ammonticchiato sulla mia scrivania, come una pila di banconote fresche da cento dollari in attesa di essere contate. Ho visualizzato piuttosto lo scopo particolare per cui avrei impiegato quei soldi. Mi sono concentrato sul flusso di energia di cui il denaro faceva parte, piuttosto che sul denaro come realtà a sé stante.

Un giorno, nella comunità in cui vivevo, si tenne un incontro in cui ognuno dei presenti fu incoraggiato a donare una certa somma di denaro per abbellire la “zona del centro”, come noi la chiamavamo. Furono proposte donazioni per progetti specifici: cento dollari per un albero, venticinque dollari per i fiori delle aiuole e così via. Per riparare le strade era necessaria una donazione di duemila dollari. Riflettendo su quella somma, pensai: «Nessuno si impegnerà a donare una cifra così alta». In realtà, nemmeno io avevo i soldi per quel progetto. Mi dissi comunque: «Le strade hanno veramente bisogno di essere rimesse a nuovo. Mi impegnerò io a donare quella somma». Non sapevo proprio dove avrei trovato i soldi.

Dopo aver messo la mia promessa di donazione in una busta, non ne feci parola con nessuno. Il pagamento doveva essere assolto entro due settimane. Una settimana più tardi, quando ancora non sapevo dove avrei trovato il denaro necessario, mi svegliai una mattina e vidi una busta sotto la porta. Conteneva la lettera di un amico che non vedevo da molto tempo, il quale mi scriveva: «Sono passato per una breve visita. Mia madre è morta alcuni mesi fa e volevo darti qualcosa a suo nome e in segno di gratitudine per l’aiuto che mi hai dato in tutti questi anni». Unito alla lettera, c’era un assegno di duemila dollari.

Se fatti come questo si verificassero una volta sola, potrebbero essere considerati solo una coincidenza. Li ho visti però accadere più e più volte, fino al punto in cui la coincidenza deve semplicemente essere esclusa: c’è all’opera un principio ben definito. In effetti, questo libro è un tentativo di presentare i principi che io stesso ho sperimentato e verificato nel corso di molti anni.

Sii elastico nelle tue aspettative. Altrimenti, anche se queste si realizzeranno, potresti scoprire che ciò che hai attirato non è quello che ti serve veramente, o che è molto meno di ciò che avresti potuto avere.

Sii direzionale nelle tue aspettative: non pensare a mete fisse, ma a uno sviluppo in una certa direzione.

Inoltre, come ho suggerito nel precedente capitolo, infondi molta energia nelle tue visualizzazioni creative. L’energia stessa fluisce con più forza quando si pensa a essa come a un flusso, senza traguardi rigidi e definitivi.

Tratto dal libro “Attrarre la Prosperità” di Swami Kriyananda

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