La Magia del Natale

Tutta l’iconografia natalizia ha in sé un messaggio secolare portatore di saggezza. Il Natale ci parla infatti di calore e raccoglimento interiore. Durante le festività natalizie è importante vivere l’ambiente domestico al meglio, curando la pulizia dei locali, usando i giusti aromi e dedicandosi alla confezione di addobbi originali. Al di là del credo religioso, il Natale rappresenta una tradizione lontana, antichissima e radicata nel nostro DNA.

Si tratta di un momento dell’anno in cui davvero può emergere una nuova coscienza e consapevolezza che può determinare in noi cambiamenti importanti, per questo tra gli oggetti da acquistare in questo periodo vi sono sicuramente candele o lampade nuove, a significare l’ingresso di una nuova luce nella nostra vita. È questo anche il momento di arricchire la nostra casa con stelle di natale, pungitopo, rami di pino e di agrifoglio con cui creare centri tavola unendovi delle belle mele rosse simbolo di fertilità, saggezza e gioia; oppure appendiamo il tradizionale rametto di vischio sopra la porta o una piccola scopa di saggina abbellita con fiocchi rossi e campanellini per tenere lontano tutti i “mali”. Chi ha la fortuna di avere a disposizione un camino può ardere della legna secca scoppiettante per tutta la durata delle feste in ricordo dell’antico ceppo natalizio simbolo dell’Albero della Vita. Se non abbiamo un camino accendiamo un grosso cero rosso da tenere accesso per tutta la vigilia e per tutto il giorno di Natale.

E poi dedichiamo un po’ di tempo alla preparazione di pan dolci natalizi seguendo l’antica tradizione. Pochi sanno che Natale anticamente veniva chiamato “il giorno del pane”: in tale occasione era usanza mangiare dolci a base di farina di cereali, abitudine che sembra risalire agli antichi romani che nella festa del Natali Soli Invicti confezionavano le sacre frittelle di farinata. Con l’avvento del Cristianesimo, in riferimento alle parole di Gesù “Io sono il pane della vita” si perpetuò quest’abitudine, ed è curioso il fatto che Gesù nacque a Betlemme, una parola che in ebraico significa “casa del pane”.

Infine, riscopriamo e circondiamoci della presenza del presepe (dal latino presepium, “mangiatoia”), altro tema archetipico caratterizzato da aspetti costanti in tutte le tradizioni come la grotta buia, la madre vergine, la stella che guida in cielo, la presenza di animali. Nel presepe di ricorda la lotta tra le tenebre (il male) rappresentato dalla persecuzione di Erode e la luce (il bene) rappresentato dalla nascita di Gesù salvatore. Ma la vera nascita a cui si allude è quella che parla di una nuova possibile consapevolezza umana. Il presepio è dunque simbolo di evoluzione interiore che ogni anno in questo periodo si rinnova.

L’abete è l’altro simbolo importante e irrinunciabile a Natale, considerato sin da epoca arcaica come l’albero cosmico che si ergeva al centro dell’universo. I druidi furono i primi a notare come gli abeti restassero sempre verdi nonostante i rigori invernali, per questo sono stati assunti a emblema di lunga vita.

Tratto dal libro “Stagioneterapia” di Silvia Carri

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