Il linguaggio del corpo dell'essere straordinario

Tratto dal libro di Marco Colantuoni “Sei un Essere Straordinario. Lo sai?

Esatto sei un essere straordinario! Inizio questa parte confermandoti quanta armonia sia in attesa di essere “suonata” dentro e fuori di te!

La vita ci conduce, e diveniamo vetture vuote, carrozze senza sogni, te ne puoi facilmente accorgere scorgendo fuori dai vetri della tua esistenza, e osservando quanto sguardi spenti… Ma come “essere straordinari” avendo le giuste movenze? Come cammina un essere straordinario? Come tiene le mani, e lo sguardo?

Eccoti alcune indicazioni utili. Prova tutto, mi raccomando!

Occhi: tieni sempre lo sguardo avanti; cosa significa? I tuoi occhi cercano una meta in continuazione, ma con la certezza di avere l’ausilio della luce dalla tua parte!

Bocca: niente smorfie! Se vuoi davvero proiettare la tua energia non chiuderla, non stropicciarla, non fare in modo che si legga la tristezza o l’abbandono… chi ti incontra deve sentirti felice, deve percepire la gioia che sei mentre cammini cercandoti!

Testa: la testa deve essere eretta, dritta! Non piegata dal peso della responsabilità. Sai, essere responsabili non è un lavoro; noi nasciamo pensando di dover portare a termine delle cose, mentre il tuo essere straordinario, non è un lavoro, è la forza della tua spontaneità! Testa alta dunque, e via verso la tua interiorità di luce!

Postura: la schiena deve essere il più possibile dritta, senza curvature; ma non devi mai perdere la facoltà di flettersi al vento del cambiamento. Potresti rischiare altrimenti di non riuscire a correre, mantenendo il tuo centro!

Braccia: la braccia allungano l’energia e permettono alla fonte d’amore illimitato di fluire nelle mani. Ma esprimono anche alcuni di chiusura. Braccia conserte modello “scuola”, come chi ha voglia di dire “no comment”. Braccia aperte ad abbracciare il pianeta che ti ospita e che merita tutto l’amore che puoi.

Mani: non giochicchiare con le mani! Quando parli , quando ridi, quando sei in difficoltà, non lasciare che le tue falangi si fissino su anelli, dita, telefonini, etc. Niente mani giunte, niente mani aggressive, please!

Camminata: camminare è un po come vivere: un passo dopo l’altro, un tramonto che chiama il sorgere del sole, perché quando una persona si muove, i suoi pensieri ci trasmettono la forza delle sue convinzioni. Come? Persona indecisa, passi che non seguono una linea diritta, una time-line che dalla nascita ad oggi, porterà là, in quella oasi chiamata felicità! Sei nata giorno x e se cammini, e segui un punto nell’infinito (la nascita)e poi lasci partire da quell’istante tempo-spazio, quel che sei e quel che sarai (tutti punti di questa linea) puoi programmare gli accadimenti felici della tua vita.

Questa tecnica è molto usata in un disciplina chiamata PNL. Capire è camminare il presente e tenere dentro quello che sei stato, fino a sbocciare in ciò che sarai.

Piedi: i piedi che consumano le scarpe all’esterno, sono piedi “missionari”: piedi di persone che si danno troppo da fare a discapito della loro realizzazione, e questo non produce benessere. Se la scarpa è consumata all’interno invece, ci troviamo dinnanzi a persone che lavorano troppo la realtà “dentro” e finiscono col perdersi nei soliloqui come faceva il buon Don Abbondio…ho reso l’idea?

Come deve tenere i piedi allora un essere che accetta la sua essenza? Deve giustamente tenere la sua suola consumata a metà: dedicarsi al prossimo e a se stesso… capito?

Tratto dal libro di Marco Colantuoni “Sei un Essere Straordinario. Lo sai?

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