Stomaco Spirituale

Non posso chiudere questo libro senza rendere onore a un grande insegnamento della tradizione andina. Questa “tradizione andina” è la religione degli Incas, diffusa sulle Ande prima dell’arrivo degli spagnoli che, imponendo il cattolicesimo, fecero di tutto per spazzare via questa antica tradizione, ricca di insegnamenti che potremmo malamente definire “ecologici” e “new age”.

Tra questi c’è l‘insegnamento dell’Ayni, al quale accenno all’inizio di un altro mio libro, che consiste nello “scambio reciproco” di favori: se ho ricevuto del bene da una persona, è mio dovere restituire all’universo questo bene facendo del bene a questa stessa persona o a un’altra.

Ora cercherò di spiegare un altro grande insegnamento che ha per risultato di metterci in una situazione di grande sintonia e accettazione del nostro ambiente esterno. Il concetto base è che, per la tradizione andina, non esistono cose positive o negative, ma esiste energia leggera o pesante, con la comprensione che l’energia pesante scende verso la terra e la nutre, mentre l’energia leggera si dirige verso l’aria e nutre gli spiriti. La terra ci è grata di ricevere l’energia pesante e con questa riesce a fare cose bellissime, come il terriccio, fiori e alberi…

Nel mondo occidentale, abbiamo il concetto di energia negativa e in quasi tutti i corsi o seminari per terapisti olistici ci viene detto che dobbiamo “schermarci”, proteggerci, metterci sulla difensiva o addirittura in opposizione rispetto alle patologie o persone difficili da gestire.

Per la tradizione andina, l’approccio è completamente diverso: quando ci troviamo in una situazione dove c’è energia pesante, ci viene consigliato non di chiuderci, ma di aprirci, di sintonizzarci con il nostro stomaco spirituale che è nella nostra pancia, di visualizzarvi una bocca e di spalancare questa bocca per ricevere tutta l’energia di quell’ambiente, di quella situazione o di quella persona. La nostra pancia digerisce quell’energia, la elabora, la parte leggera scorre verso l’alto e nutre il nostro spirito e quello dell’universo, la parte pesante nutre la nostra parte più grezza e scende giù per nutrire la terra e consentirle di “fare fiori con la merda”…

Personalmente, da quando don Juan Núñez del Prado me l’ha insegnata, applico sempre questa comprensione e ne traggo grandi benefici, tra i quali il principale è di potermi sentire amico di tutti e di poter “amare i nemici”; con questo modo di dire tipico del mondo cristiano, intendo accettare quelli che si avrebbe la tendenza a etichettare subito come antipatici o negativi e nei confronti dei quali si metterebbe in atto una chiusura immediata e totale. Amandosi nella pancia, si entra in armonia con il proprio fisico, con le proprie emozioni, con l’ambiente e perfino con gli antipatici!

Tratto dal libro “Amarsi nella Pancia” di Pierre Pellizzari

Puoi trovare la recensione del libro QUI

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