Il 21 Settembre è la Giornata Internazionale della Pace

Il 21 Settembre viene celebrata la Giornata Internazionale della Pace, istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67. L’Assemblea dichiarò che il Giorno sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di non-violenza, e rivolse un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante quel giorno. La risoluzione invitava tutti gli stati membri, organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali e non governative ed individui a commemorare il giorno in maniera appropriata, sia attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con le Nazioni Unite per la pace globale. Dopo una campagna di Jeremy Gilley e della organizzazione Peace One Day, 7 settembre del 2001 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 55/282 tramite la quale dichiara che, a partire dal 2002, la Giornata Internazionale della Pace sarà celebrata il 21 settembre di ogni anno, e questo sarebbe diventato il giorno del Cessate il fuoco (Wikipedia, 2018).

Nonostante sia importante avere almeno un giorno all’anno in cui si intenda interrompere le ostilità e al contempo sensibilizzare le persone sul tema della pace, bisogna riscontrare che siamo ben lontani dall’avere un pianeta pacifico. Un solo giorno di cessate il fuoco, sempre che venga osservato, fatica a produrre un cambiamento concreto. Anzi, è più che possibile che alcuni utilizzino queste giornate per fare proclami e promesse ma senza effettivamente adoperarsi per risolvere i sanguinosi conflitti che affliggono milioni di persone in varie regioni del mondo, soprattutto se quelle stesse persone (o paesi) che possano ritrovarsi a parlare di pace oggi, non danno l’esempio vivendo in modo pacifico.

Per riportare la pace nel mondo bisogna che le persone si ricordino di essere pace.

La pace non è qualcosa che si ottiene, che si compra, che si forza, che si urla o che si regolamenta, sebbene in alcuni momenti questi mezzi possano sembrare necessari o addirittura gli unici possibili. La pace è ciò che si è. È uno stato dell’essere. È essere in pace con se stessi, prima di tutto, e quindi con gli altri. È essere portatori di pace con i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre parole in ogni giorno della nostra vita e in ogni circostanza che si presenta. La scelta tra pace e conflitto, infatti, è una scelta che va fatta quotidianamente. Ogni qualvolta che dobbiamo decidere come rispondere a situazioni difficili, a critiche o a sfide di ogni genere, abbiamo di fronte la scelta tra partire all’attacco o tentare di dialogare, tra insultare o rispettare le posizioni altrui, tra minacciare o essere diplomatici e gentili (sempre nella giusta misura richiesta dalle circostanze).

So perfettamente che non sono scelte facili, soprattutto quando si è sotto forte stress e si perde facilmente il controllo delle emozioni e delle reazioni. Tuttavia, se iniziamo a camminare per questo sentiero, che all’inizio è certamente in salita, divverrà più facile in seguito valutare e rispondere nei modi più consoni e pacifici possibili.

Per questo, oggi vi invito a prendervi del tempo per riflettere e rivedere se state lasciando alcuno spazio alla pace nella vostra vita. Notate se vi prendete delle pause per riflettere prima di parlare o di agire, in particolar modo in situazioni delicate, o se invece scattate ad ogni minimo stimolo. Notare anche solo quest’aspetto e porvi rimedio, potrebbe rivelarsi fondamentale per assicurarsi un ambiente familiare o lavorativo pacifico e collaborativo. Quando impariamo ad affrontare le cose con la pace nel cuore e nella mente, siamo in grado di trovare soluzioni anche per le situazioni più complicate riuscendo a salvaguardare anche gli altri che sono coinvolti. Come diceva bene Ghandi, dobbiamo essere noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Per cui se vogliamo vedere la pace là fuori, dobbiamo far sì che la pace sia qui dentro, nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nelle nostre azioni.

Un ultimo promemoria. Scegliere la pace o soluzioni pacifiche non è affatto un segno di debolezza, ma di grande forza interiore, consapevolezza, coscienza, maturità e nobiltà. Tenetelo bene a mente.

Buona Pace a tutti.

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