Ritornare sui propri passi

Cosa significa l’espressione “ritornare sui propri passi”? Nel senso più comune significa cambiare idea o ritornare a una posizione precedente, rivedendo una scelta, un’idea o un’opinione. Di solito, comporta anche la rinuncia a una scelta, un’idea o una posizione che abbiamo sostenuto per sostenerne un’altra o tornare a sostenerne una precedente, vuoi perché ci siamo accorti di un errore nel nostro modo di pensare od operato, vuoi perché non abbiamo avuto sufficiente energia, forza, coraggio per sostenere delle idee, oppure perché l’ambiente intorno a noi non era pronto o disposto a sostenerle insieme a noi. In ogni caso, indica un indietreggiare. Pertanto è facile intuire perché l’espressione vada spesso di pari passo con quella del “rimangiarsi la parola” o più in generale con l’essere codardi o inaffidabili. Ecco che ritornare sui propri passi diventa sinonimo di “fallimento”.

La conseguenza è che spesso si finisce con l’evitare di ritornare sui propri passi per non dare l’impressione di avere fallito, di avere commesso un errore o di avere cambiato idea. Ci si ostina così su un cammino che si sa essere sbagliato, o che si dubita essere giusto, solo per soddisfare illusioni di coerenza e per timore di ripercussioni, spesso, tra l’altro inesistenti. Questa ostinazione crea attrito e disarmonia e, più si va avanti, più diventa difficile avere consapevolezza di dove siamo e della direzione verso la quale ci stiamo muovendo, se ci stiamo muovendo affatto, ovviamente.

Sarebbe più utile, invece, associare l’espressione “ritornare sui propri passi” all’immagine di un viaggio, non necessariamente a ritroso, al fine di ritrovare quello che si è perduto. Un ritornare indietro per rifare un percorso in cui sentiamo che deve esserci sfuggito qualcosa, un ripercorrere una via per scorgere quello che non si era scorto prima, per riassaporare qualcosa di cui avevamo avuto solo un fugace sentore.

Alla luce di questa nuova interpretazione, ritornare sui nostri passi potrebbe aiutarci a ricordare i nostri passi, e a capire come siamo arrivati a un crocevia. Potrebbe aiutarci a ritrovare quel pezzo mancante del puzzle, quella chiave scivolata via di tasca durante il passaggio precedente, e senza i quali non siamo ancora riusciti a completare il quadro, ad aprire la porta del futuro o, magari, a chiudere quella del passato. In ogni caso, sia che ritorniamo sui nostri passi o che continuiamo a percorrere la strada che ci è davanti, l’augurio è di potere ritornare a essere consapevoli di ogni passo sulla via verso il costante divenire.

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