Seth: Voi create la vostra realtà Pt.3

(Questo è un testo lungo che ho deciso di dividere in più parti, ma ne vale la pena in quanto molto importante per comprendere come funziona la nostra realtà, e in verità, come noi la creiamo. Grazie infinite Nuccio)

Convinzioni di analoga natura si attraggono a vicenda, perché nel comportamento e nell’esperienza voi tendete istintivamente alla ricerca di una coerenza. Se non imparate a guardare in faccia le vostre convinzioni in modo diretto sarete costretti ad affrontarle indirettamente nella esperienza fisica.

Quando inveite contro un ambiente in realtà non state compiendo un’azione libera, siete solo un attore inconsapevole, reagite ad un evento che sembra accadervi e sempre in risposta ad una situazione. Ciò che dovete fare perché il vostro agire sia libero è di avviare l’evento che volete si verifichi generandolo dentro di voi: combinando convinzione, emozione, immaginazione e dando loro forma in una configurazione mentale del risultato fisico desiderato.

Vi è stato dato quello che forse è il dono più terrificante di tutti: la capacità di proiettare i vostri pensieri all’esterno in forma fisica. Questo dono comporta una responsabilità e molti di voi sono tentati di congratularsi con se stessi per il successo della propria vita, e di rimproverare Dio, il destino e la società per i fallimenti.

Il fatto è che ciascuno di voi crea la sua propria realtà fisica e nel complesso voi create sia le glorie sia i terrori che si presentano nella vostra esperienza terrena. Finché non comprenderete che siete voi i creatori, vi rifiuterete di accettare questa responsabilità. E nemmeno potete incolpare il diavolo per le disgrazie del mondo.

La coscienza è un modo di percepire le varie dimensioni di realtà. Per come la conoscete la coscienza è uno strumento molto specializzato. I sensi fisici vi consentono di percepire il mondo tridimensionale e per la loro stessa natura possono inibire la percezione di altre dimensioni ugualmente valide.

La maggior parte di voi si identifica con il proprio io quotidiano orientato in senso fisico. Invece siete voi a formare il vostro corpo fisico che conoscete, tramite il vostro io interiore, con grandissimo discernimento, miracolosa precisione e intima conoscenza inconsapevole di ogni minuscola cellula che lo compone. La vostra mente cosciente non si rende conto di tale attività, perché non siete consapevoli di questo io profondo. Ma quella porzione apparentemente inconscia di voi stessi è molto più intelligente e dal suo corretto funzionamento dipende la vostra intera esistenza fisica.

Io chiamo questo inconscio apparente “Io interiore “, perché esso dirige le attività interiori. E’ il percipiente della realtà che esiste al di là dei sensi fisici. E’ colui che porta in sé la memoria di ogni vostra passata esistenza. Questa porzione della vostra identità è chiaroveggente e telepatica e vi informa dei disastri già prima che avvengano, che accettiate o meno consapevolmente il messaggio, e si svolge una comunicazione piena molto prima che venga pronunciata una sola parola.

L’Io esterno e l’Io interiore operano insieme, l’uno per mettervi in grado di manipolare il mondo che conoscete, l’altro per condurvi a quelle delicate percezioni interiori senza le quali non si potrebbe mantenere l’esistenza fisica. C’è comunque una porzione di voi, l’identità più profonda che forma sia l’Io interiore che l’Io esteriore e che ha deciso che siate un essere fisico in questo spazio e in questo tempo. Questo è il nucleo della vostra identità, la vostra anima. Il subconscio come lo immaginano gli psicologi è un punto di incontro tra l’Io interiore e l’Io esterno.

Potete pensare alla prima anima come fosse una specie di computer consapevole, vivente, divinamente ispirato, che programmi le sue esperienze e le sue vite. Ma questo computer è tanto dotato di creatività che ciascuna delle varie personalità che esso programma nasce alla coscienza e fiorisce, e a sua volta crea realtà non immaginate dal computer stesso. Ciascuna di tali personalità sorge con un’idea interiore della realtà nella quale opererà e il suo equipaggiamento mentale è tanto ben confezionato da poter affrontare qualunque specifico ambiente. Essa ha una libertà totale, però deve operare nel contesto dell’esistenza per la quale è stata programmata. Nella personalità comunque nei suoi segreti recessi risiede la conoscenza condensata che risiede nell’anima nel suo complesso.

L’esperienza tridimensionale è un’impareggiabile occasione di esercizio. La vostra personalità permarrà con tutti i suoi ricordi; tuttavia è solo una parte della vostra identità totale. Continuerete a crescere e svilupparvi e conoscere altri ambienti, come quando avete lasciato la casa di infanzia. Gli ambienti però non sono cose oggettive, conglomerati di oggetti che esistono indipendentemente da voi. Siete voi a formarli ed essi sono, alla lettera, estensioni di voi stessi; atti mentali materializzati che si estendono fuori dalla vostra coscienza.

Considerate il vostro sé attuale come l’attore di una commedia. La storia si svolge nel XX secolo; voi create gli espedienti, le scene, i temi; in effetti scrivete, producete e mettete in scena l’intera rappresentazione: voi e tutti gli altri che vi prendono parte. Siete comunque tanto concentrati sui vostri ruoli, tanto incuriositi dalla realtà che avete creato, tanto presi dai problemi, le difficoltà, le speranze e le sventure dei vostri specifici ruoli che avete dimenticato che sono parte di una vostra creazione.

Questo dramma, tanto commovente, con tutte le sue gioie e le sue tragedie, può essere comparato alla vostra vita attuale, sia individualmente che in massa. Ma ci sono commedie che vanno in scena simultaneamente a questa e nelle quali avete un ruolo da rappresentare. Si attuano in diversi periodi di tempo.

Una può essere intitolata vita nel XVIII secolo, o nel X secolo e nel XXX secolo d.c.. siete sempre voi a creare questi drammi e muovervi in essi. Queste scenografie rappresentano il vostro ambiente. Siete tanto concentrati su questo dramma che non siete consapevoli degli altri nei quali pure svolgete un ruolo di attori. E’ difficile per voi immaginare di essere in due posti contemporaneamente e ancor meno in due o più epoche o secoli.

In ogni commedia sia individualmente che collettivamente vengono posti in scena differenti problemi. Il progresso può essere misurato nei termini di maniere particolari nelle quali le razze e i singoli individui affrontano tali problematiche per venire risolte o lasciate insolute. Ogni commedia è totalmente diversa da tutte le altre.

Non è corretto perciò supporre che le vostre azioni in questa vita siano prodotte da una precedente esistenza o che in questa vita siete puniti da crimini commessi in una passata. Le vite sono tutte simultanee. La finalità di una qualunque vita potete raggiungerla bene, poiché si tratta della conoscenza del sé cosciente a voi noto. Avete a disposizione la conoscenza della vostra intera anima.

Quando vi rendete conto che lo state facendo, questa conoscenza vi consente di risolvere i problemi o di venire incontro alle prove stabilite in maniera più rapida. Fintanto che consentite al vostro sé di emergere nella vostra mente cosciente riuscirete a svolgere il vostro ruolo con più efficacia ed immetterete nuova creatività, energia e chiarezza.

State imparando ad essere co-creatori. State imparando ad essere Dei. State imparando la responsabilità di ogni coscienza individualizzata. State imparando per fini creativi a guidare quell’energia che è in voi. Sarete legati a coloro che amate e a coloro che odiate, apprenderete perfino ad usare l’odio in maniera creativa e a rivolgerlo a finalità superiori sino a trasformarlo in amore.

Estratto da “Dialoghi con Seth”  e “La Vostra Realtà Quotidiana” di Jane Roberts

(Jane Roberts, scrittrice americana scomparsa nel 1984, all’età di 55 anni, è autrice di circa 20 opere, di cui alcune sono da attribuire completamente alla personalità “Seth. Le opere di Seth/Roberts hanno inspirato molto il lavoro di Abraham-Hicks.)


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