Stagioneterapia (Novembre): Rallentare il Ritmo

A novembre fa finalmente la sua comparsa il freddo con le prime brine mattutine. In questo mese il sole si fa più tiepido, la nebbia e la pioggia più intense, le ore di luce si riducono ancora di più e le chiome degli alberi sono ormai spoglie; tutta la natura vegetale e animale si prepara a vivere una fase di letargo. Tradizionalmente, questo mese si apre con la festa di Ognissanti, risalente alla fine dell’VIII secolo, quando l’episcopato francese la sostituì al Capodanno celtico che aveva inizio proprio con il primo giorno del mese. Un contadino non si sorprenderebbe del fatto che i celti avessero fissato proprio a novembre l’inizio del nuovo anno: questo è infatti il periodo in cui il grano e molti altri cereali, da poco seminati, nel cuore silenzioso della terra cominciano lentamente la loro trasformazione. In questo mese, vita e morte più che mai si confondono e dalla nebbia, dal freddo e dal gelo ha incredibilmente inizio una nuova rinascita. È questo il mese che più di altri esprime a fondo il concetto di un’energia imperitura che si trasforma continuamente e ciclicamente. Tra alberi scheletrici, terreni spogli e paesaggi nebbiosi, il vecchio ciclo si chiude per cedere il posto al nuovo.

Rallentare il ritmo per proteggere il cervello

Novembre è il mese che ci fa avvertire il maggior contrasto tra le reali esigenze del nostro organismo e lo stile di vita che conduciamo. Tutte le attività, dall’ambito lavorativo a quello familiare, aumentano d’intensità e cresce la richiesta di essere funzionali ed efficienti. Per cui, paradossalmente, nel periodo più buio e oscuro dell’anno in cui vi sarebbe la necessità di maggiore introspezione e riposo ci troviamo a dovere svolgere i carichi maggiori. Ciò scatena nel nostro organismo un attrito responsabile di uno stress debilitante su più piani. Considerando che tutte le nostre energie dipendono essenzialmente dal nostro sistema nervoso, sarà soprattutto il cervello a dovere essere sostenuto in questo mese. […] Non potendo stravolgere completamente i nostri ritmi e le abitudini lavorative e familiari, possiamo però dedicare almeno un’ora della nostra giornata ad attività solo nostre. Se il tempo lo permette, soprattutto nelle prime ore del pomeriggio o al mattino, è importante trascorrere ancora tempo all’aria aperta, per consentire al corpo di riempirsi di energia. La sera, e in tutti i casi di maltempo che ci costringa in casa, accompagniamo le nostre attività con l’ascolto di buona musica e provvediamo ad arieggiare bene la nostra camera da letto in modo da garantirci il giusto apporto di ossigeno per la notte e la giusta umidità.

Tratto dal libro “Stagioneterapia” di Silvia Carri

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