Stagioneterapia (Gennaio): Nel Cuore dell’Inverno

A gennaio le giornate cominciano lentamente a riprendere quota e anche dal punto di vista meteorologico spesso questo mese può regalarci giornate dal cielo sereno e terso e dall’aria pungente. Ma in generale sia gennaio che febbraio ci regalano le giornate più fredde e rigide dell’anno e non è infrequente assistere a nevicate. Con gennaio comincia l’anno legale del nostro calendario, diretta filiazione di quello romano che aveva dedicato questo mese a Ianus, dio bifronte preposto a tutti gli inizi spazio-temporali. Giano era colui che permetteva il passaggio da uno stato all’altro, generalmente più evoluto. La stessa iconografia, rappresentandolo bifronte, sottolineava in esso il coesistere di due stati – passato e futuro, vecchio e nuovo – a sottolineare la ciclicità di ogni cambiamento.

Da gennaio ricomincia a tutti gli effetti un nuovo anno festeggiato con riti in onore di Madre Natura che assume le sembianze di una vecchia strega benevola a cavallo di una scopa, ovvero la Befana, che, giunta vecchia e rinsecchita alla fine dell’anno, prima di morire offre dolciumi e regalini di buon auspicio che altro non sono se non i semi simbolici grazie ai quali ricomparirà in primavera con nuove vesti.

Mentre la natura si trova infatti sotto una coltre di neve o brina, nel buio profondo del suolo sono già attivi i processi di germinazione. In campagna i contadini si preparano al nuovo ciclo vegetativo liberando il terreno da stoppie, rami e foglie secche e iniziando le pratiche di concimazione. Allo stesso modo è opportuno iniziare pratiche di pulizia nel nostro corpo.

Coltivare il silenzio

È questo il momento dell’ascolto vero di noi stessi, un ascolto che può aprirci le porte del mondo, predisponendoci a nuova possibilità di esistere. Perciò in questo mese è importante curare almeno quattro aspetti.

Innanzitutto, è tempo di silenzio. Il silenzio è il primo requisito per un sano ascolto. Stando in silenzio e meditando emergono i suoni più veri e sinceri di noi, le emozioni, le sensazioni del corpo, i pensieri e i sentimenti più nascosti. Per questo è fondamentale dedicare almeno 20-30 minuti di meditazione al giorno, ovvero porci in un luogo tranquillo, sicuri di non essere disturbati, in silenzio e a occhi chiusi.

In secondo luogo, è il momento di mettere da parte la critica verso gli altri: anziché puntare il dito sui comportamenti che ci irritano, cerchiamo di ascoltare e di riferire le emozioni che questi ci suscitano. Ne guadagneremo in autostima e forse anche i rapporti con gli altri acquisteranno una linfa nuova. E ancora, nella placida e glaciale tranquillità che l’inverno porta con sé è importante fare il punto della propria vita, guardare dentro di noi, fare bilanci e capire cosa vogliamo davvero e se la direzione che stiamo percorrendo è giusta o meno. Non è tempo però di vittimismi, bensì di guardare ai problemi con obiettività e concretezza.

Cerchiamo infine di coltivare la gratitudine. L’inverno mette a rischio la nostra sopravvivenza, almeno ancestralmente, per questo è importante coltivare un atteggiamento di grande umiltà e gratitudine verso le intemperie del tempo e della vita che ogni giorno ci insegnano a barcamenarci ma anche a tirare fuori le nostre risorse più profonde.

Tratto dal libro “Stagioneterapia” di Silvia Carri

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